Pubblicato da Marianna il 30 aprile 2014

Image for Alberto Puliafito: creare contenuti interessanti, curati e ben indicizzati

Alberto Puliafito, direttore responsabile di Blogo.it e docente di Search Marketing al Master WME, ci racconta della sua lunga esperienza in ambito di contenuti web e di tanta curiosità per la SEO.

Ciao Alberto, da 2 anni sei direttore responsabile di Blogo.it, la testata nativa digitale col maggior numero di lettori in Italia. Come sei arrivano fin qui?

È stato un percorso importante, che fra l’altro racconto nella lezione che tengo per il Master di WME (visto che credo che l’esperienza personale sia fondamentale, e che quando si tenta di “insegnare” qualcosa, si debba per forza partire dal pratico), che inizia nel 1997 con la mia prima collaborazione per un cartaceo (la rivista Zai.net) e poi diventa tutto digitale; prosegue nella blogosfera prima maniera (una sorta di social network ante litteram): ovviamente avevo un blog personale; passa attraverso il tentativo di trasformare l’esperienza del blog personale in una professione, infine sfocia nell’adesione al progetto di Blogo nel 2005: è stato allora che ho fondato TvBlog (oggi è uno dei blog più noti d’Italia). Nel 2012, quando si è dimesso il direttore di Blogo, Francesco Magnocavallo, ero uno dei blogger più “anziani” quanto ad esperienza, coordinavo una piccola ma agguerritissima redazione (quella di TvBlog, appunto), ero giornalista iscritto all’albo e sono stato scelto da Populis, l’editore di Blogo, per diventare direttore. 

Per il Master in “Digital Marketing” di WME terrai una lezione sul Search Marketing. Ci spieghi meglio di cosa si tratta?

Per come la vedo io, Search Marketing è sinonimo di offrire al visitatore di un sito web (o “lettore”) contenuti interessanti; è sinonimo di capacità di attrarre il cosiddetto “traffico qualificato” sui propri siti, quindi di rispondere alla domanda di chi cerca sui motori di ricerca con un’offerta interessante; è sinonimo, dunque, di produrre contenuti per gli utenti e per i motori di ricerca.

Cosa vuol dire scrivere per i motori di ricerca, pensando anche agli utenti che li usano per reperire informazioni e fare acquisti?

Secondo me bisogna uscire da un equivoco, per rispondere a questa domanda. In molti pensano che scrivere per i motori di ricerca sia equivalente a utilizzare tecniche poco pulite per posizionarsi su Google per keyword pregiate. Sì, di certo c’è anche chi fa questo. Invece, per come la vedo io, scrivere per i motori di ricerca vuol dire immedesimarsi nell’utente, provare a immaginare quale sarà la sua metodologia di ricerca e di navigazione, offrirgli quel che cerca. È chiaro che questo implichi anche l’utilizzo di tecniche di posizionamento (tutte alla luce del sole, peraltro, e per nulla ingannevoli) che si imparano sul campo. Ma l’utente è il destinatario finale di quel che si produce sul web. Non aggiungo altro, perché anche questo è parte integrante della mia lezione.

Cosa non dovrebbe mai mancare in un contenuto di qualità?

Un contenuto di qualità (termine oltremodo abusato) dev’essere prodotto pensando a questa semplice domanda: «Se io cercassi su un motore di ricerca questo argomento, cosa vorrei trovare/leggere/vedere/scoprire?». Un contenuto di qualità deve garantire una buona esperienza utente, citare (e linkare) le fonti, arricchire l’esperienza utente con informazioni ben scritte, ben prodotte, ben curate.

Perché uno studente dovrebbe iscriversi al Master di WME?

Se fossi uno studente interessato al tema, non mi lascerei scappare la possibilità di attingere all’esperienza diretta di chi lavora tutti i giorni, da anni, sul web. Ho cercato di preparare la mia lezione pensando a parlar chiaro e alla concretezza e non alla “fumosità” che troppo spesso viene proposta da veri o presunti “guru”: se a uno studente interessa la pratica, nel Master di WME può trovarla.

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